ADIF.DESIGN | GIRA & VOLTA – Libreria di Proposta
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GIRA & VOLTA – Libreria di Proposta

Francesco è già il titolare de “La libreria dei Ragazzi”. Ha portato a Jesi, oramai da diversi anni, una libreria pensata apposta per i più giovani ch eprima non c’era.
Francesco ha passione per il suo lavoro e per la carta: illustrata e stampata. E’ amante dell’arte e della cultura, espresse attraverso le parole e le immagini.
Non vende solo libri. Li seleziona alla fonte per offrire una proposta mirata e curata. Li legge nel suo negozio organizzando incontri con bimbi, bambini e ragazzi. Li racconta, per aiutarti nella scelta. Organizza il “Festival del Libro per Ragazzi, corredato da incontri, conferenze, mostre. Francesco è un curioso. Dall’incontro con Milo Montelli e la sua casa editrice “SKINNER BOX” nasce un interesse per l’arte contemporane. Tra i due c’è una collaborazione stimolante.
E’ nello svolgersi di questa quotidianità che matura il desiderio di uno spazio più grande dove completare una proposta letteraria che mantenga le sue radici nei libri illustrati per rgazzi, ma che si spinga verso il libro d’arte, toccando saggistica e narrativa scelta.

Lo spazio c’è.  A pochi metri dal precedente – uno negozio sfitto di circa 60mq, più o meno il doppio del primo e già in parte di sua proprietà – sembra il luogo ideale per il nuovo negozio. Nasce l’idea di “GIRA & VOLTA” . Francesco mi incarica della progettazione, della gestione dei lavori e dell’esecuzione degli arredi. La corporate è curata da Mina Montelli.

Fin da subito quello che Francesco mi ha proposto è stato un “foglio bianco”. Ma le esigenze pratiche sono altra cosa. Il mio processo creativo si innesca dopo alcuni incontri/intervista con Lui.  Ci tenevo a capire bene quali fossero  tutte le sfaccettature del suo lavoro per conoscere bene tutte le sue esigenze e poterle poi vestire con un abito all’altezza delle mie e sue aspettative.
Poi ci sono state le emozioni. Il primo impatto all’ingresso nel nuovo spazio, ancora parzialmente arredato. Il secondo impatto all’ingresso del nuovo spazio dopo che era stato svuotato. La sorpresa dopo l’intera rimozione del vecchio controsoffitto in cartongesso che ha riportato alla luce il vecchio soffitto in travi di legno e tavolato in parte danneggiato da un incendio successo chissà quando.  La demolizione di una porsione di muro che mi ha messo a disposizione altro spazio. Punti fissi sono stati fin da subito l’infisso che non doveva essere cambiato ed il pavimento in rovere, da riportare semplicemnete al suo stato originario.

Ho ascoltato l’idea di libreria che Fracesco aveva in mente e dopo essere entrato nello spazio svuotato, sono rimasto subito affascinato dalla grande parete che ci si trova davanti. Sforzandomi di trovare una proposta alternativa alle semplici scaffalature e mensole che ci si aspetta entrando in una libreria, in testa si era radicata la convinzione che quella superficie dovesse contenere il segno distintivo attorno al quale il mio progetto avrebbe ruotato.  Vedevo questo muro sporco e segnato e mi immaginavo un mare bianco nel quale potermi tuffare ed immergere. Vedevo quella superficie come uno spazio fluido, trasformabile, utilizzabile in modi diversi ma che allo stesso tempo fosse esso stesso carico di senso e di un segno forte. Non semplice funzione. La parete doveva essere una installazione artistica funzionale. Immagianvo di poterci esporre tanti libri, ma anche uno solo, o di creare qualcosa con solo alcuni libri. Mi immaginavo di proiettarci sopra qualcosa, come di usarla a livello comunicativo. Che potesse esser tutta piena ora e vuota subito dopo. Non ricordo quando mi è venuta l’idea delle matite.

foto di Francesca Tilio

Date

novembre 5, 2019